Morto 'n Papa se ne fa 'n'antro.

Con questo detto popolare, coniato ai tempi delle pasquinate, quando cioè si affidavano alla statua del Pasquino le anonime denunce rivolte al Papa, i romani esprimevano le l'inevitabile succedersi degli eventi ma anche che il potere secolare, che controllava e governava sopra le loro teste, non aveva fine.
Negli occhi dei discendenti di quei romani, che ho incrociato l'altra sera, questo detto veniva completamente smentito.
Osservando i volti delle persone, da sole o in gruppo, le famiglie intere che a piedi, composti, in un silenzio innaturale per la città eterna andavano verso la casa del loro santo Padre, si scorgeva un dolore profondo ed una tristezza infinita.
Non credo che tutti fossero cattolici praticanti o credenti nel profondo ma, indubbiamente, tutti avevano nel loro cuore il desiderio di stare vicino al Papa nelle sue ultime ore come avrebbero fatto per un amico, per un parente stretto.
Girando per i vicoli che delimitano lo stato Pontificio ho incontrato coppie anziane che si tenevano per mano, papà con i loro piccoli sulle spalle, gruppi di giovani silenziosi e mesti.
Nessun romano, l'altra sera, si è attaccato al clacson per il traffico sul lungo tevere, nessuno si è lamentato delle macchine in doppia fila a porta Cavalleggeri. Non si sentivano passare i soliti imbecilli a 200 all'ora per il sottopasso.
Anche quelli che, pur avendo il semaforo verde a piazza Risorgimento, rimanevano fermi, silenti, attoniti, davanti alla interminabile fila di persone che dovevano attraversare.
Roma intera si muoveva in punta di piedi per non disturbare, per non dare fastidio.
La solita tracotanza del romano verace ha lasciato spazio, per una sera, a quel calore e affetto di cui è altrettanto capace.
Li sentivi mentre camminavano per via della conciliazione con frasi del tipo
"a me 'sto Papa me piaceva na cifra" oppure "ma che te devo da dì me stava proprio simpatico"
"Certo che se ne fatti de giri per monno... però ja sempre portato a pace a tutti"
Questi romani! ....hanno cambiato per sempre il loro storico detto...
Mi unisco a loro ringraziando Giovanni Paolo II per tutto l'amore che ci ha saputo donare.


1 Commenti:
...tutto tace quando si è impegnati ad acquietare il delirio che si ha dentro...è il respiro che che da la vita ,ma sono i momenti in cui ti manca che la rendono tale, e questo Papa più di una volta è riuscito a tenerci sospesi!
quello che è accaduto a Roma in questi giorni oltre che un ennesimo evento mediatico della nostra era è anche un grande dimostrazione di riscoperta, la riscoperta di una nuova fede, differente da quella della perpetua che dedicala sua vita alla chiesa perchè forse non ha altri interessi o impegni. Tutto ciò che vediamo accadere attorno a noi è opera di un grand'uomo,si perchè fondamentalmente è stato un uomo, un vero padre solo che era vestito di bianco. Ci ha insegnato a credere in valori alle volte considerati superati,lontani dalla nostra generazione, ridando valore a parole come speranza e fratellanza, le sue crociate di fede sono state anche politiche però il suo baluardo non mai stato l'imposizione ma la pace.Si sono riuniti popoli, congiunte mani dai colori più differenti, ascoltate preghiere in tutte le lingue...e tutto questo per un uomo che è la luce in terra, e che come la luce racchiude in se la differenza di tutte le sfumature del mondo.
Grazie Santo Padre per avermi insegnato ad amare un Dio che ormai consideravo troppo impegnato per ricordarsi di questo mondo...forse ti ho conosciuto troppo poco, o troppo tardi, ma quel poco lo portero con me per tanto...per sempre!
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